NAPOLI. Il 31 dicembre 1932 faceva la sua prima apparizione nelle edicole italiane e da allora è il fumetto più amato da grandi e piccini. Non è un caso che l’Italia sia stato il primo Paese a dedicare a Topolino un’intera testata. Risale, invece, al 15 gennaio scorso l’uscita di un numero del fumetto, tradotto in catanese, fiorentino, milanese e napoletano.
“Dialetto, fumetto e pubblicità” sarà il tema dell’incontro in programma domani, lunedì 17 marzo, alle ore 16, presso gli storici spazi di Palazzo Zapata.
Dialetto, fumetto e pubblicità: domani un nuovo appuntamento di “Incontri sul dialetto”
L’evento è il sesto degli “Incontri sul dialetto”, la rassegna sulla lingua napoletana in programma a Napoli dal 20 gennaio al 26 maggio 2025.
Curato dal “Comitato scientifico per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano” della Regione Campania, il progetto è organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, diretta da Ruggero Cappuccio e presieduta da Alessandro Barbano.
L’incontro di domani, a ingresso libero, avrà luogo nella Sala Comencini del Musap, il Museo Artistico Politecnico di Napoli, in piazza Trieste e Trento.
Protagonisti del dibattito saranno i docenti dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” Giovanni Abete, Lucia Bucchèri e Francesco Montuori.
Gli interventi
Da alcuni anni il napoletano è adoperato nella pubblicità delle grandi aziende, nelle insegne degli esercizi commerciali, nella promozione di merci e prodotti, in molti testi spontanei, in forme paraletterarie come i fumetti.
Come non ricordare quella multinazionale che un po’ di tempo fa prese a prestito alcuni versi di Pino Daniele per promuovere le sue confezioni di cioccolata? Per non parlare poi del famoso spot con il quale Sophia Loren sponsorizzò un noto prosciutto cotto.
Su dialetto e pubblicità, e sulle relative strategie di marketing, interverrà Lucia Buccheri, che ha già affrontato nel 2023 in un volume il tema dell’uso delle parole locali per la promozione dei prodotti della manifattura culinaria e alimentare.
L’ultimo esempio, per quanto riguarda il fumetto, risale invece al 15 gennaio scorso: la pubblicazione di una storia in dialetto napoletano, nell’adattamento curato proprio da Giovanni Abete, sul numero 3608 di Topolino.
«È troppo tiempo ca nun me vaso ‘e sorde mie! Chille sentono ‘a mancanza» dice zio Paperone. E Abete, insieme a Francesco Montuori, componente del Comitato, si concentrerà proprio sui problemi connessi alle scelte linguistiche fatte in relazione ai personaggi e alla grafia adottata.
L’intero programma di “Incontri sul dialetto” è consultabile sul sito fondazionecampaniadeifestival.it.