Musica

Neri per Caso: l’armonia perfetta, senza se e senza… autotune!

NAPOLI. Autotune? No, grazie! Ai Neri Per Caso basta la voce e noi lo sappiamo da trent’anni!

Sei microfoni, sei men in black e sei voci che si mescolano alla perfezione. Non serviva altro per rendere la serata di ieri 23 novembre al Teatro Trianon Viviani indimenticabile.

 

 

Neri Per Caso – La Locandina

La loro storia

Per i sei ragazzi di Salerno che un giorno del 1994 trionfarono a “Sanremo Giovani” con una loro versione “a cappella” di Donne di Zucchero Fornaciari, il tempo pare essersi fermato.

Ed è proprio questo loro modo di cantare, ossia senza alcuno strumento, ma solo armonizzando le loro voci, che li rende da subito famosissimi.

 

 

Da allora di strada ne hanno fatta parecchia. Vincitori di Sanremo 1995, nella sezione che allora si chiamava delle “Nuove Proposte”, con il brano Le Ragazze, i fab six salernitani hanno macinato successi su successi. L’anno dopo arriveranno quinti nella sezione “Big” del Festival con Mai più sola (brano, questa volta, anche strumentale).

Ultimamente li abbiamo rivisti in TV nel programma GialappaShow in onda in simulcast su TV8 e Sky Uno.

 

Il concerto

 

Al concerto di ieri il pubblico ha potuto riascoltare e cantare tanti loro brani conosciutissimi, da “Le Ragazze” a “Sentimento Pentimento”.

Altri, come “Bella d’estate” (Mango) e “Via” (Baglioni), tratti dal loro album di duetti  Angoli diversi, che l’anno dopo la pubblicazione, nel 2009, vincerà il premio di “miglior disco a cappella europeo”.

C’è stato anche spazio per incursioni straniere, sia europee (con “Englishman in New York” di Sting, “Give Peace a Chance” di John Lennon e “All you need is love” dei Beatles) che sudamericane (con “La vida es un carnival” e “Guantanamera”). Su quest’ultima i Nostri hanno potuto dimostrare anche di saper ballare (soprattutto Ciro, il quale per l’occasione è diventato “Ciro Bolle”).

Poteva poi mancare l’omaggio alla città che li ha ospitati? Ed ecco che arrivano anche “Je so pazzo” di Pino Daniele e “A città e Pulecenella”, in un crescendo di cori urlanti e non propriamente intonatissimi provenienti dalla platea e dalla galleria.

 

 

Autotune? No, grazie!

 

In un’epoca dominata dagli effetti digitali, ascoltare i Neri per Caso è un vero piacere. Le loro performance dal vivo sono un vero inno alla voce (quella umana) che quando è così magistralmente armonizzata riesce a trasmettere emozioni autentiche.

E se oltre alla voce, ci aggiungiamo simpatia e inaspettate capacità di imitazione (Mimì ci ha regalato un paio di imitazioni da fuoriclasse), la serata di ieri si conclude senza sbavature. Noi che abbiamo avuto la fortuna di vivere appieno gli Anni 90, rientriamo appagati e felici di aver trascorso due ore di pura gioia.

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di Marianna Addesso

Marianna Addesso

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